{"id":4131,"date":"2017-07-13T15:47:47","date_gmt":"2017-07-13T13:47:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gruppolercari.com\/v2\/?p=2913\/"},"modified":"2017-07-26T17:20:01","modified_gmt":"2017-07-26T15:20:01","slug":"insurance-trade-controllare-rischi-reali-virtuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gruppolercari.com\/en\/eventi\/insurance-trade-controllare-rischi-reali-virtuali\/","title":{"rendered":"Insurance Trade &quot;Come controllare i rischi reali e quelli virtuali&quot;"},"content":{"rendered":"<div class=\"td-post-header\">\u00a0La tempesta perfetta delle minacce del mondo reale e della realt\u00e0 virtuale ha creato in pochi anni uno scenario di rischi difficilmente controllabile. La continuit\u00e0 del business per le aziende si trasforma in una sfida da giocare sui due campi: nell\u2019epoca dell\u2019industria 4.0, la tecnologia cambia il modo di fare impresa e amplifica anche i nuovi rischi. Dare risposte concrete \u00e8 anche la sfida dell\u2019industria assicurativa, di fronte alla possibilit\u00e0 che pagare il sinistro sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 residuale nelle proprie pratiche aziendali.<\/div>\n<div class=\"td-post-header\"><\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div class=\"td-post-content\">\n<p>Gli oltre 260 partecipanti al convegno, &#8220;Gestire i rischi dal territorio al mondo virtuale&#8221;, organizzato a Milano da Insurance Connect e moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore di questa testata, hanno potuto assistere a un\u2019intensa giornata dedicata totalmente al mondo dei rischi: un evento ormai diventato un appuntamento fisso che coinvolge ogni anno aziende di svariati settori produttivi e ovviamente il mondo assicurativo nel suo complesso (compagnie, periti, intermediari, fondazioni e centri studi).<\/p>\n<p>A differenza dell\u2019anno scorso, forse solo il rischio rappresentato dalla condizione dell\u2019economia si \u00e8 in parte affievolito, grazie ai buoni dati e alle previsioni che appaiono pi\u00f9 incoraggianti, persino per l\u2019Europa. Per il resto, sembra che le minacce chiedano a tutti ancora pi\u00f9 impegno. Tra le tavole rotonde e gli interventi, ampio spazio \u00e8 stato dato soprattutto a tre ambiti: rischi climatici, cyber crime e terrorismo. Ci si \u00e8 chiesti fino a che punto questi fenomeni possano essere compresi, e quanto le attivit\u00e0 di prevenzione e gestione possano essere efficaci.<\/p>\n<p><strong>DRONI LETTORI E MUCCHE CONNESSE<\/strong><br \/>\nIl convegno ha proposto, in apertura, un\u2019analisi di diversi scenari che interessano le aziende, cercando d\u2019individuare le iniziative in atto per comprendere il rischio e gestirlo. Alessandro De Felice, in qualit\u00e0 di presidente di Anra, ha aperto la giornata parlando della sfida principale della cosiddetta Industria 4.0: ovvero gestire i processi in totale autonomia, in un mondo che nel 2020 sar\u00e0 popolato da 26 miliardi di device interconnessi in rete. Il tema non \u00e8 pi\u00f9 saper prendere le decisioni giuste, ma creare un framework in cui i processi siano automatici: non solo gestione del rischio ma anche prevenzione e controllo, da effettuarsi non pi\u00f9 a valle della filiera, ma al livello della produzione.<br \/>\nNel suo keynote speech, De Felice ha citato gli esempi di un mondo che cambia: l\u2019utilizzo di droni che, nottetempo, leggono i codici a barre dei prodotti nei magazzini di stoccaggio, oppure le mandrie di mucche interconnesse per un controllo preventivo della qualit\u00e0 del latte. Non \u00e8 pensabile, in questo contesto, che il settore assicurativo sia impermeabile alla velocit\u00e0 del cambiamento, perch\u00e9 altrimenti arriveranno altri player a fare le cose al posto suo.<\/p>\n<p><strong>STANDARDIZZAZIONE NEMICA DELL&#8217;INNOVAZIONE<\/strong><br \/>\nL\u2019innovazione nella gestione dei rischi nel settore assicurativo \u00e8 stato il tema centrale della prima tavola rotonda che ha coinvolto Adolfo Bertani, il presidente di Cineas; Luca Franzi De Luca, numero uno di Aiba; Luigi Viganotti, presidente di Acb; Bruno Giuffr\u00e9, managing partner di Dla Piper e Marco Giorgino, ordinario di gestione dei rischi finanziari presso il Politecnico di Milano. Secondo quest\u2019ultimo, l\u2019innovazione tra le compagnie pu\u00f2 svilupparsi solo nel confronto con altri settori: il tema della tecnologia non riguarda solo gli investimenti, che pure le compagnie stanno facendo, ma la cultura d\u2019impresa. Le competenze da ricercare hanno a che fare con l\u2019uso delle informazioni: sono quindi di natura tecnica, e per questo la standardizzazione che sta interessando il settore \u00e8 molto pericolosa.<br \/>\nDal punto di vista dei broker, il mercato assicurativo ha sempre lamentato la carenza di interlocutori validi sotto il profilo della gestione dei rischi aziendali: ora che le imprese hanno invece pi\u00f9 consapevolezza, il mercato tende alla standardizzazione. Ma dal lato giuridico, ha fatto notare Giuffr\u00e9, la standardizzazione dei contratti non \u00e8 un male in s\u00e9: a volte sembra che gli accordi assicurativi siano fatti per essere complicati, in un contesto in cui anche il contratto sta diventando una commodity.<\/p>\n<p><strong>IL PROGETTO DERRIS<\/strong><br \/>\nEppure i segnali positivi ci sono. Cineas ne ha elencati quattro: Casa Italia, un primo passo verso una gestione seria del rischio sismico da parte del governo in carica; l\u2019Asvis, l\u2019alleanza per lo sviluppo sostenibile, che fa parte dell\u2019agenda 2030 dell\u2019Onu; l\u2019Ania, che ha cambiato la mission della sua fondazione, e infine il progetto Derris (Disaster risk reduction insurance) sui cambiamenti climatici.<br \/>\nProprio su quest\u2019ultimo \u00e8 stata incentrata la seconda tavola rotonda, un approfondimento con i protagonisti del progetto. Derris \u00e8 un\u2019iniziativa che ha visto collaborare settore pubblico, privati e mondo della formazione. Aldo Blandino, responsabile tecnico dell\u2019area ambiente del Comune di Torino; Marjorie Breyton, project manager di Derris del gruppo Unipol, ed Elisabetta Ferlini, direttore di Cineas, hanno spiegato come sia stato possibile fare partnership e offrire alle Pmi strumenti per prevenire e gestire meglio le emergenze legate ai cambiamenti climatici.<br \/>\nQuello di Torino \u00e8 stato scelto come progetto pilota: l\u2019obiettivo \u00e8 l\u2019esportazione dell\u2019iniziativa in 10 citt\u00e0, per coinvolgere fino a 200 aziende. Derris prevede un piano di azione per le aziende cui sono dati formazione e strumenti per migliorare la gestione dei rischi e delle emergenze. Un progetto importante, e una grande sfida, che richiede un convinto supporto da parte della pubblica amministrazione e di tutti gli attori coinvolti.<\/p>\n<p><strong>CYBER CRIME NASCOSTO E TERRORISMO PALESE<\/strong><br \/>\nBrutte notizie, invece, dal fronte del cyber crime. Un rischio che si acuisce ogni anno, e che sembra difficilmente arginabile con gli strumenti classici. Stimolati dalle domande di Maria Rosa Alaggio, ne hanno discusso Alvise Biffi, coordinatore per la cyber security di Assolombarda e vice presidente della piccola industria di Confindustria; Tomaso Mansutti, broker e ad della societ\u00e0 omonima e Umberto Rapetto, gi\u00e0 generale della Guardia di finanza, oggi cyber security advisor e pioniere nel contrasto al crimine informatico.<br \/>\nIl fishing nell\u2019ultimo anno \u00e8 incrementato di oltre 1000%, un dato difficile anche da pensare; le aziende italiane hanno speso oltre un miliardo di euro in sicurezza informatica (+5% anno su anno) ma di questo il 40% non \u00e8 stato per scopi preventivi ma per riparare ai danni (spesso non riparabili) dopo un attacco subito. Ma questi dati, come noto, sono aleatori perch\u00e9 le aziende colpite sono reticenti a denunciare questi fatti per questione di reputazione: il cyber crime, nonostante i suoi numeri gi\u00e0 elevati, \u00e8 un fenomeno ancora nascosto.<br \/>\nMolto presente e palese, purtroppo, \u00e8 invece il terrorismo. Negli ultimi anni, l\u2019Europa ha scoperto un\u2019escalation del fenomeno difficilmente ignorabile. Tuttavia, c\u2019\u00e8 davvero molta confusione intorno al problema: a livello comunicativo, ha sottolineato Barbara Lucini, ricercatrice presso il centro di ricerca sul terrorismo dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano, \u00e8 saltato il patto tra istituzioni e media, per cui le notizie che escono durante i momenti di crisi sono spesso incomplete e fuorvianti, e non riescono a restituire le sfumature e le differenze tra gli attacchi.<br \/>\nManca quindi, anche in questo settore, un\u2019analisi dei rischi approfondita, mentre i modi per gestirli, da parte delle aziende, sono ancora poco sofisticati, come hanno raccontato Marco Araldi, general manager di Marsh e Carlo Cosimi, head of insurance and risk financing di Saipem.<\/p>\n<p><strong>I MONDI A CONFRONTO E LA TERRA DI MEZZO<\/strong><br \/>\nL\u2019ultima tavola rotonda di una giornata intensa ha visto, come di consueto, assicuratori, gestori dei rischi, periti e aziende confrontarsi sulle cose concrete: richieste, necessit\u00e0, problemi, successi. Il mondo dell\u2019imprenditoria si rivolge a quello assicurativo palesando il proprio bisogno di protezione, ma quest\u2019ultimo non sembra seguire adeguatamente l\u2019evoluzione delle minacce.<br \/>\nAl tavolo si sono seduti Giorgio Basile, presidente di Isagro; Gabriella Fraire, responsabile dell\u2019ufficio assicurazioni di Fiera Milano; Simone Parravicini, corporate Ict director del gruppo Fontana; Giovanni Pizzagalli, risk manager di Foppapedretti; Giorgio Curta dell\u2019azienda familiare omonima; insieme a Nicola Cattabeni, il presidente di Ugari e Francesco Cincotti, il numero uno di Aipai.<br \/>\nLe esperienze, diverse per ogni azienda, andavano dalle fasi preliminari del rapporto con l\u2019assicurazione fino alla gestione del sinistro: una certa delusione \u00e8 trapelata per l\u2019offerta (soprattutto sul cyber risk) e per la poca specializzazione, per esempio sul tema della logistica in una realt\u00e0 complessa come Fiera Milano.<br \/>\n\u00c8 emerso che una polizza prodotti \u00e8 spesso un involucro vuoto che l\u2019intermediario deve saper riempire facendo emergere le reali necessit\u00e0 di chi vuole sottoscriverla: in questi casi, l\u2019esperienza dei periti potrebbe essere utile anche in fase assuntiva.<\/p>\n<p>Come sempre, il convegno \u00e8 stato reso possibile anche grazie all\u2019aiuto degli sponsor, alcuni dei quali hanno presentato le proprie case history durante la giornata. Un ringraziamento per la presenza e il contributo va quindi a Cerved, intervenuta con Gabriele Antonelli; Vittorio Scala, country manager e rappresentante generale dei Lloyd\u2019s per l\u2019Italia; Stefano Sala, amministratore delegato del gruppo per; Chubb, intervenuta con Paolo Tassetti e Gian Luigi Lercari, amministratore delegato del gruppo Lercari. Grazie infine ad Acb, Qbe ed XL Catlin.<\/p>\n<p><strong>IL CONVEGNO SOCIAL CLUB<\/strong><br \/>\nIl convegno \u00e8 stato anche vissuto sui social network: molti sponsor e partecipanti hanno utilizzando l\u2019hashtag, fatto foto e commentato. Ecco alcuni numeri:<\/p>\n<p>Twitter: #Rischi2017<br \/>\n@InsuranceTrade: 30 tweet, 3.900 visualizzazioni, 69 interazioni (click o retweet), 14 nuovi follower acquisiti<br \/>\n@InsurancReview: 24 tweet, 3.800 visualizzazioni, 76 interazioni (click o retweet), 19 nuovi follower acquisiti<br \/>\nFacebook:<br \/>\nInsurance Connect: 18 post (video, foto, live), 3.998 visualizzazioni<br \/>\nLinkedIn:<br \/>\n4 post, 840 visualizzazioni, 8 volte &#8220;consigliato&#8221;, 14 click<\/p>\n<p>Tutti i video del convegno e le presentazioni dei relatori saranno pubblicati nelle prossime settimane su www.insurancetrade.it, mentre sul numero di luglio di Insurance Review ci sar\u00e0 un ampio resoconto di tutti gli interventi e delle tavole rotonde.<br \/>\n\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA &#8211; Autore: Fabrizio Aurilia<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0http:\/\/www.insurancetrade.it\/insurance\/contenuti\/chi_siamo\/7008\/come-controllare-i-rischi-reali-e-quelli-virtuali<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La tempesta perfetta delle minacce del mondo reale e della realt\u00e0 virtuale ha creato in pochi anni uno scenario di rischi difficilmente controllabile. 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