INSURANCE TRADE – Incendio: la complessa gestione del post sinistro

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Competenza e volontà di collaborazione tra le parti interessate sono sempre più necessarie per la ricostruzione di eventi in cui l’azione del fuoco ha determinato danni gravi. Quello dei periti rimane un ruolo chiave, con la dotazione di tecnologie che possono accelerare l’indagine e quindi i processi di liquidazione

La chiarezza nei ruoli delle parti e la volontà di collaborazione sono elementi essenziali nel trattamento di un sinistro grave come quello da incendio. Un confronto sulle best practice per gestire simili casi ha avuto luogo nel corso del terzo convegno Chimivigila, organizzato di recente da Edam e rivolto a tutte le figure private e istituzionali che si occupano delle problematiche collegate alla produzione,  anipolazione e trasporto di sostanze chimiche pericolose.
Nella tavola rotonda dedicata più precisamente al tema dell’interazione tra le parti coinvolte –  atrocinata da Insurance Skills Jam, Anra e Cineas -, si è parlato del ruolo dell’assicuratore, dei periti, del fire investigator e delle società di bonifica, figure che devono districarsi spesso in situazioni di grande  omplessità.

Incendio, sinistro complesso

Le condizioni che scatenano un incendio si determinano spesso da una concomitanza di fattori derivanti il più delle volte da errori umani, non ultimo lo  toccaggio di sostanze chimiche pericolose in un contesto o con modalità non adeguate: il disastroso incendio avvenuto nel 2015 nel porto cinese di Tianjin fu causato dalla coesistenza ravvicinata di 8.000 tonnellate di nitrato di ammonio, nitrocellulosa, carburo, nitrato di sodio e di potassio, e di 12.000 autoveicoli pronti per la distribuzione nel mercato asiatico. La situazione fu peggiorata da un’opera di spegnimento inadeguata, in cui l’uso di grandi quantitativi di acqua diede luogo a reazioni chimiche a catena. Illustrando il caso, il fire expert Giovanni Cocchi, ha evidenziato come non sia possibile  omprendere la natura di un incendio se non dopo che se ne siano accertate le cause, e come nel caso in cui siano coinvolti prodotti chimici, l’assistenza di un ingegnere chimico può essere di grande aiuto al fire investigator nell’identificare i possibili scenari incidentali.

Il ruolo chiave delle parti istituzionali 

Ruolo chiave nell’attività di rendere chiara la dinamica degli eventi è quello del Nucleo investigativo antincendi del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che ha il compito di ricercare e analizzare le cause dell’evento fornendo un supporto agli organi di polizia giudiziaria per le attività investigative. Armando De Rosa, vice dirigente del Nucleo investigativo antincendi, ha sottolineato il ruolo centrale della polizia giudiziaria per l’attività investigativa e quindi, quale elemento di supporto all’attività di tutte le parti: “senza le attività svolte nell’immediatezza dei fatti dalla polizia giudiziaria operante, si rischia di compromettere l’acquisizione di fonti di prova e con esse l’accertamento dei fatti accaduti”.

A sostegno di questo ruolo è stata sviluppata una specifica app sull’investigazione delle cause d’incendio ed esplosione, dotata di funzioni finalizzate all’acquisizione di dati raccolti sullo scenario dell’incidente, tra cui rilievi video e fotografici, testimonianze, raccolta di annotazioni di servizio e informative di reato.

La necessità di una fattiva interazione tra le parti istituzionali (VV.FF., autorità di polizia giudiziaria. e magistratura) e private (impresa, periti, fire investigator e bonificatori) interessate è stata sottolineata da Sergio Ginocchietti, dirigente liquidazione property di UnipolSai, per il quale “esistono aree di sicuro miglioramento, in modo particolare rispetto al contenuto delle verbalizzazioni riguardanti le attività investigative sulle cause che avrebbero generato il sinistro”, informazioni essenziali per la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità dalle quali le compagnie assicurative non possono prescindere.

Chiarezza di mandato per i periti

L’intervento di Giovanni Lercari, che con i fratelli Gian Luigi e Alessandro rappresenta la quinta  enerazione dell’omonimo gruppo peritale, è stato esplicativo del valore del coordinamento tra tutte le forze interessate, in particolare forze dell’ordine e magistratura, per la corretta definizione del sinistro e quindi anche per quanto riguarda il processo liquidativo e l’eventuale azione di rivalsa: “la tempestività di azione attraverso un team specialistico è essenziale sia per fornire all’assicurato un pronto intervento su salvataggio, bonifica e stop corrosion, sia per porsi a fianco del fire expert e fornirgli un supporto documentale e informativo all’indagine”. Giovanni Lercari ha poi ricordato come il suo gruppo abbia scelto di intervenire solo per conto di imprese assicuratrici e non di privati, pur nella disponibilità ad interagire con le figure peritali di parte incaricate dai danneggiati: “è per noi un fattore chiave disporre di un’adeguata organizzazione e agire con tempestività nel rigoroso rispetto del mandato peritale”. È in quest’ottica che il gruppo Lercari si applica nell’innovazione tecnologica, mettendo a disposizione  ’utilizzo dei droni e di termo camere, sistemi di georeferenziazione e video perizia.
L’aspetto della chiarezza del mandato peritale è stato sottolineato anche da Claudio Masini,  mministratore delegato di Masini & C., specializzata nelle perizie di parte per le aziende, mentre Matteo Bistoletti di Edam si è soffermato sul complesso equilibrio nel rapporto fra società di bonifica e l’azienda sinistrata, soprattutto in relazione al regime di “cessione di credito”.

Fonte: Insurance Trade

Maria Moro

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